L’innovazione porta l’acqua nel deserto del Sud Africa

Goreangab Water Reclamation plant sfrutta una tecnologia all'avanguardia basata su batteri che mangiano gli inquinanti depurando l'acqua.

acqua nel destertoFoto di Daniel Gross perPRI

di Carolina Carli

Nella periferia di Windhoek, capitale della Namibia, tra il deserto del Namib e quello del Kalahari, durante la prima metà del ‘900 la maggior parte dell’acqua veniva prelevata e bonificata da sorgenti vicine. La siccità sempre crescente e l’aumento della popolazione hanno però reso quelle risorse largamente insufficienti. Da qui l’ispirazione ad esplorare  la possibilità di un riciclo diretto, riutilizzando le acque reflue della città.

Cosi nel 1968 nasce il Goreangab Water Reclamation plant che sfrutta una tecnologia all’avanguardia basata però sulla più umile delle creature : batteri, che “mangiano” gli inquinanti depurando l’acqua. In sostanza, il sistema riproduce, seppur ad una velocità ben più elevata, esattamente ciò che accade in natura.

Oggi l’impianto è stato rinnovato ed  incrementato per far fronte al sempre crescente fabbisogno ed il modello è stato esportato in numerosi paesi sviluppati (Australia, Singapore, Stati Uniti) dove l’acqua inizia a scarseggiare.

I cinquant’anni di esperienza in Namibia hanno dimostrato l’assoluta efficacia e sicurezza del sistema e la soddisfazione dei consumatori, che hanno del tutto superato la naturale repulsione all’idea di bere acqua ottenuta dal liquame.

La necessità è la madre dell’ingegno: dai diamanti non nasce niente, dal liquame nascono i fior.

Leggi tutta la storia su PRI