La storia di Minuto, asino viaggiatore e 'sostenibile'

di Roberto Todisco

Minuto è un burro, un asino. Minuto ha un manto nero e morbido e il muso bianco. Minuto è mansueto e forte, paziente e tenace. Minuto, il protagonista di questa avventura, gira le Asturie, stradine che salgono e che scendono, villaggi, colline pezzate di verde e di rossiccio. Niente di più normale, quella è terra di asini come è terra di roccia, solo che Minuto porta sul dorso pannelli solari, nelle sacche ha telefoni satellitari e computer.
Minuto ha viaggiato le Asturie, a ritmo di passo,www.arepwatches.com da agosto a dicembre insieme a due compagni, l'artista Cristian Bettini e il fotografo Martin Ruano. Il loro progetto si chiama come il più famoso viandante di terra spagnola, Donkijote. Un esempio di media arte, in quanto attraverso le tecnologie all'avanguardia portate dall'asino, l'esperienza dei tre amici è stata rilanciata nel mondo grazie ad un sito strutturato come un blog, con in più la possibilità di interagire in tempo reale con Skype, ma è anche un modo di vivere il proprio rapporto con il mondo e la vita completamente diverso, rallentato e reale.
Cosa fanno Minuto, Cristian e Martin Secondo i criteri delle società metropolitane contemporanee, niente. Camminano (a piedi, per chilometri), parlano con le persone che incontrano, scattano fotografie, prendono appunti, raccontano. "Caminar para moverse. No para llegar" scrivono nella presentazione del sito.
"Donkijote.org è un lavoro che unisce una delle più antiche forme di trasporto alle nuove tecnologie, con l'intenzione di ricreare e di riformulare l'interrelazione esistente fra tempo e spazio.
Camminare con un asino è una forma molto antica di viaggiare, sia per raggiungere una destinazione che per arrivare al fondo delle proprie emozioni. Avanzare con la lentezza del movimento impresso nel corpo e nella mente. Camminare per muoversi. Non per arrivare, ma per attraversare e scoprire, in ogni momento, la bellezza che ci circonda"
Come si vede, quello di Donkijote è molto di più che un esperimento sulle forme di comunicazione e di un'istallazione in movimento, è una proposta che tocca un nodo cruciale della nostra modernità: riuscire a realizzare una vita sostenibile, più sana e più bella, non contro le tecnologie moderne, ma usandole, insieme agli strumenti di una tradizione millenaria, per creare un futuro migliore.
"Durante il ventesimo secolo, la relazione fra tempo e spazio ha subito una trasformazione radicale. Oggi lumanità vive in un limbo percettivo, nella convinzione che tutto accade "qui e ora". Questo viaggio aspira a ricreare un approccio tattile al mondo, producendo contenuti multimediale senza abbandonare il contatto con la realtà.
"Abbiamo la sensazione di essere, allo stesso tempo, swiss replica watches in tutti i luoghi e in nessuno. Abbiamo bisogno che la nostra narrazione si connetta col tempo e lo spazio perché torni ad essere reale".
Altro scopo è quello di realizzare una Green Map per un progetto internazionale che si propone di creare una carta del mondo basandosi su un'etica di sostenibilità ambientale. La mappa verde evidenzierà la presenza di eco-sistemi a rischio, denuncerà l'eventuale contaminazione e l'uso insostenibile della terra. "Raccontare con nuovi strumenti la storia, la geografia, le tradizioni culturali, la flora e la fauna, "geoetichettando" la conoscenza".
Cristian Bettini non è nuovo a queste avventure, nel 2007, infatti ha percorso anche il nostro paese, da su a già, da Torino a Bari, sempre a piedi, sempre aggrappato alla realtà, sempre in contatto col mondo via web. Come si chiamava quel progetto? Lasino