Le donne mussulmane mano nella mano sul Ponte di Westminster contro il terrore

Decine e decine di donne hanno manifestato in silenzio per esprimere solidarietà alle vittime dell’attentato del 22 marzo a Londra e per ricordare che l’Islam vero è un’altra cosa.

Foto di @elaineaemmottFoto di @elaineaemmott

di Redazione

Il rintocco del Bing Ben che segnava le quattro del pomeriggio, ora di Londra, è stato il segnale che ha dato il via ad una lunghissima catena umana che ha coperto completamente il Ponte di Westminster. Decine e decine di donne mussulmane, quasi tutte con il capo coperto da un velo blu, sono rimaste in piedi tenendosi per mano in segno di solidarietà verso le vittime dell’attentato di mercoledì 22 marzo, quando Khalid Masood proprio a pochi metri dal ponte è piombato sulla folla uccidendo quattro persone. È la risposta delle donne mussulmane che vivono nella capitale inglese e che, oltre che per rendere omaggio a chi ha perso assurdamente la vita, vogliono fortemente rifiutare qualsiasi contrapposizione di fede o di razza e, soprattutto, vogliono marcare una distanza fra la loro idea di Islam e quella di chi compie atti del genere.

Foto di @elaineaemmott
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Tutte le persone che formavano questo simbolico abbraccio intorno al cuore di Londra, soprattutto donne mussulmane, alle quali però si sono aggiunte donne di ogni colore e religione, indossavano qualcosa di blu, in segno di speranza. Ad organizzare la manifestazione sono state le attiviste di Women’s March on London, parte londinese di quel movimento mondiale nato dalla grande marcia dello scorso 21 gennaio, che ha visto in tantissime città, a partire dalla manifestazione principale a Washington D.C., le donne scendere in piazza contro quello che l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump significava per le donne e per tutti i diritti di genere.

 

Foto di @elaineaemmott
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“Un attacco contro Londra è un attacco contro tutti noi. L’Islam condanna totalmente la violenza, quanto accaduto ci ripugna”, dice Sarah Waseem, una delle manifestanti. “La sensazione di ciò che è accaduto qui mercoledì è molto forte. Abbiamo pensato alle persone comuni che sono state falciate, è stato molto coinvolgente”, aggiunge Afriha Khan, anche lei mano nella mano con le altre sul Ponte di Westminster. “Come musulmana credo sia importante essere qui per i principi che stanno a cuore a tutte noi, di pluralità e diversità”, le fa eco un’altra donna, “Questa è la mia città. È un piccolo gesto, ma la vita è fatta di piccoli gesti”.

Sui propri profili Facebook e Twitter il gruppo di Women’s March On London ha postato un’immagine dal titolo “We Stand Together”, “Stiamo insieme” e lanciato l’hashtag #WeStandTogether. Le attiviste invitano le persone ad unirsi nel dolore per le persone che hanno perso la vita nell’attentato e nel sostegno ai feriti, per sconfiggere le “forze della paura e della divisione”.