Il libraio di Malakal, il campo che accoglie i rifugiati della guerra civile del Sud Sudan

Nel mezzo di un’immensa tragedia umanitaria Juma'a Ali vende libri di poesie d’amore, bibbie e dizionari

Libreria in Sud SudanFotografia di Kate Holt per il Guardian

di Redazione

Nel campo di protezione di Malakal, nel Sud Sudan distrutto dalla guerra civile, Juma’a Ali gestisce una piccola libraria, un angolo di cultura, di educazione e conforto. Tre anni fa Juma’a Ali è fuggito dalle montagne del Nuba a causa delle persecuzioni contro i cristiani, portando con sé quanti più libri poteva. Finito nel mezzo della guerra civile che ha portato il Sud Sudan all’indipendenza dal Sudan, Juma’a si è stabilito nel campo profughi di Malakal gestito dalle Nazioni Unite. Qui vende a poco prezzo i suoi volumi di seconda mano, libri che vanno dai romanzi di Virginia Woolf al Canadian Tax Law.

Molti degli oltre 33,000 residenti del campo frequentano la piccola libreria in cerca soprattutto di un ristoro dalla condizione di estremo disagio e sofferenza in cui sono costretti a vivere. Fra i titoli più venduti, la Bibbia, l’Oxford English Dictionary e libri di poesie d’amore.

Il catalogo della libreria di Juma’a si compone di libri provenienti da alcune biblioteche del Sud Sudan e da donazioni dall’estero, come una copia del Macbeth che arriva dalla Boston Public Library.

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