Le isole del Pacifico che mettono al bando il cibo spazzatura

La Repubblica di Vanuatu ha varato una serie di provvedimenti contro l’importazione del cibo spazzatura e in favore della sovranità alimentare e di un’alimentazione 100% biologica.

Vanuatu contro il cibo spazzaturaFoto di Michael Louzé per il Guardian.

di Carolina Carli

La provincia di Toba, della Repubblica di Vanuatu, sarà la prima a vietare le importazioni di cibo spazzatura straniero (tra i cibi esteri più consumati: riso, dolci, pesce in scatola e biscotti) in favore di una dieta organica all-local (tra i cibi locali più tipici: pesci, granchi, molluschi, taro, igname, papaya e ananas).
Toba, spesso descritta come la “provincia dimenticata” ha una popolazione di circa 10.000 abitanti, la maggior parte dei quali sono agricoltori di sussistenza.
Il divieto di importazione dei prodotti alimentari stranieri migliorerebbe la salute e il benessere degli isolani e metterebbe a frutto la superficie agricola produttiva e ricca di risorse naturali della provincia.
Non è ancora deciso se gli alcolici verranno inclusi nel divieto, in tal caso risulterà necessario incrementare la produzione di kava , una bevanda locale ricavata dalle radici di un arbusto della famiglia delle Piperaceae.
Da qualche settimana ai turisti vengono proposti solo cibi biologici e di produzione locale, con l’obiettivo di introdurre entro i prossimi due anni una legislazione che vieti l’importazione di tutti i prodotti alimentari esteri.
Nell’attesa di capire come la notizia verrà accolta dai locali e sai visitatori, un leader della comunità e capo del consiglio turismo locale commenta: “Se davvero si vuole vivere in un paradiso, allora ci si dovrebbe accontentare di quello che la natura ha da offrire”.