Vassallo, lo scandalo della politica buona

Angelo Vassallo era il sindaco della legalità, del rispetto dell'ambiente e delle persone e per questo è stato ucciso. Ha ragione suo fratello Dario, l'Italia dovrebbe davvero cominciare a fare i conti con i suoi problemi.

Angelo Vassalo

di Roberto Todisco

“Stiamo cercando, girando in lungo e in largo il nostro Paese di far capire che l’uccisione di un Sindaco non è un problema solo di noi familiari o di un piccolo territorio, ma è un problema di un intero Paese”.

Dario Vassallo, da quella mattina del 6 settembre 2010, quando suo fratello Angelo fu assassinato con 9 colpi di pistola da qualcuno ancora senza un nome e un volto, è impegnato per far conoscere a più gente possibile le idee e le azioni del sindaco-pescatore. Angelo Vassallo era chiamato così perché davvero andava per mare e perché lo amava. Amava il mare e la terra della sua Pollica, una delle gemme del Cilento, e solo da questo interesse è stato guidato nei suoi 15 anni di amministrazione. Angelo Vassallo era il sindaco della legalità, del rispetto dell’ambiente e delle persone e per questo è stato ucciso. Ha ragione suo fratello Dario, l’Italia dovrebbe davvero cominciare a fare i conti con i suoi problemi.

I media si sono occupati della figura di Angelo Vassallo solo in relazione al suo omicidio, hanno riportato solo quelle azioni e quei no che possono essergli costati la vita, per esempio l’aver preso “di petto” alcuni spacciatori o aver chiesto conto dell’appalto per la realizzazione della strada provinciale 108 Casalvelino-Celso. Lasciando alla magistratura il compito di scoprire il movente di un atto che in ogni caso resterà assurdo, cosa ha fatto Angelo Vassallo per la sua terra?

Mio fratello Angelo è stato un amministratore anomalo, al centro del suo operato c’era l’uomo e non interessi personali o di partito. Quando metti al centro del tuo operato l’uomo, tutta l’azione amministrativa prende una direzione diversa. Accanto alla realizzazione di opere pubbliche come i depuratori, la rete idrica, la rete elettrica, isole pedonali, isola ecologica, il 70% di raccolta differenziata, Angelo è riuscito a farci capire che lo Stato siamo noi e che ognuno in questa società ha un ruolo importante in rapporto alle proprie capacità.

Un territorio baciato dalla bellezza come il Cilento è più di altri esposto agli appetiti delle spregiudicate cricche di imprenditori e palazzinari, che si muovono con la benedizione del trasversale partito del mattone. Come fare argine a tutto questo? Qual è la strada che ci ha indicato Vassallo?

La strada che Angelo ci ha indicato è quella di attenersi ai suoi insegnamenti. Egli diceva “La legalità e l’ambiente sono due risorse dalle quali creare una nuova felicità e una nuova economia”.

Proseguendo su questi dettami ogni società, governata da gente capace, potrebbe raggiungere traguardi importanti quali il lavoro, la socialità, l’aggregazione, la coesione sociale, l’istruzione, l’educazione. Tutto ciò che è insito in una società civile. La legalità è la diffusione della ricchezza per tutti, l’illegalità è la ricchezza per pochi.
L’ambiente lo dobbiamo vedere come una fonte di ricchezza, utilizzandolo ( non sfruttandolo) in modo adeguato.

Avete creato una fondazione che porta il nome di suo fratello, evidentemente per non arrendersi, ma quanto è duro trasmettere la speranza in una terra afflitta dal sistema-camorra?

Quello che noi spieghiamo è che la camorra o qualsiasi organizzazione criminale non è fatta di gente che gira con la pistola, ma di persone cosiddette normali che hanno in tasca lauree e masters, in economia e in giurisprudenza.

“Con Angelo Vassallo hanno ammazzato un sogno. Quello di uno sviluppo turistico intelligente del Cilento”. Sono parole del procuratore di Vallo della Lucania Alfredo Greco. In che consisteva questo sogno? Come farlo durare?

Dopo 45 giorni dall’uccisione di Angelo, Alain Foure, Direttore degli Studi Politici di Grenoble, ha scritto un articolo pubblicato su Le Monde, “Angelo Vassallo, il profeta assassinato, colui che, della politica aveva una visione planetaria”. Il sogno di Angelo era quello di creare, in un territorio come il Cilento, un modello di sviluppo sostenibile, creando ricchezza a costo zero.
Il sogno che Angelo aveva realizzato io lo chiamo “Modello di sviluppo Angelo Vassallo”, consiste nel realizzare opere pubbliche ( Depuratori, rifacimento centri storici, raccolta differenziata, isola ecologica, isole pedonali), riuscendo a portare un territorio dal degrado più accentuato ad una eccellenza con riconoscimenti a livello Internazionale ( 15 Bandiere Blu e 5 vele di Legambiente).
Questo modello di sviluppo in Italia non è conosciuto, mentre in Cina lo stanno riproducendo su di un territorio di 47 Km quadrati.
Per questo modello di sviluppo la Fondazione Vassallo insieme all’Università Bocconi di Milano ha istituito un premio di Laurea che sarà assegnato allo studente o studentessa che redigerà la tesi più completa su “Angelo Vassallo legalità e ambiente”.

In un’intervista suo fratello Massimo ha detto che “Angelo ha bussato tante volte ai palazzi del potere, ma nessuno lo ha mai preso in considerazione”. Secondo lei i partiti, che orientano le scelte che incidono sulla vita di milioni di persone, sono impermeabili alla politica “vera” fatta sul territorio da persone come Angelo Vassallo?

Io ripeto quello che Angelo diceva: “la politica è lontana anni luce dall’esigenze della gente”. Questa è una fase dove la classe politica o riprende il suo compito principale, che è quello di captare e soddisfare le problematiche della gente, o soccombe. Non si può continuare a fare politica costruendo rapporti clientelari e ambigui, la gente che vota un politico ( se mai lo vota o lo voterà) deve conoscere l’operato del politico passo dopo passo, per poterlo giudicare e magari rieleggerlo. A livello locale, nel Cilento, come in tante altre parti del nostro Paese, la politica è rimasta ancora ai tempi del feudalesimo, dove il politico di zona è il feudatario, mentre a Roma non sanno, o meglio, fanno finta di non sapere quello che succede in periferia, senza sapere che un consiglio comunale al sud è più importante di un consiglio dei ministri.

Cosa fa la fondazione che lei presiede per portare avanti le idee di suo fratello?

La Fondazione ha come scopo principale il compito di divulgare in Italia e all’estero l’operato di Angelo. Per questo motivo abbiamo scritto il libro “Il Sindaco Pescatore” edito da Mondadori, che noi presentiamo in tutto il nostro Paese. L’importante è parlare alle scuole, ai comuni, alle provincie, alle Regioni, alla chiesa, all’azione cattolica, ai gesuiti, alle associazione… a chiunque ci chiami e vuole sapere del sindaco-pescatore. E’ stata presentata il 24 gennaio alla commissione pesca del Parlamento Europeo una proposta di legge Pittella-Vassallo “Pulizia dei fondali marini”. Ad Aprile inizieranno ad Acciaroli le riprese di un cortometraggio dal titolo provvisorio “Il sindaco, il vecchio e il mare”, a cura di Andrea Marrocco e Massimo Wardemuller. Le azioni e i progetti che abbiamo realizzato e che sono in corso sono tanti, per chi volesse può seguirli sul sito della Fondazione (www.fondazionevassallo.it).